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ALL’OMBRA DEI RICORDI

Le foglie del nocciolo non possono ferirmi, anche quando secche e veloci vengono fatte urtare dalla furia del vento contro il mio viso.

Sono abile a schivarle o ad attutire il colpo, trovando quasi piacere in quel contatto così familiare e a cui le stagioni mi hanno abituata.

Nello specchio leggo le linee che raccontano le gioie e le sofferenze che mi hanno trasportata come onde dal ritmo incostante tra ruscelli e oceani di circostanze e scelte nel corso della mia vita.

Sembrano offuscati quei ricordi di bambina quando mi sento schiacciare dagli obblighi e da ciò che mi è stato donato, a volte con un pizzico di cinismo, anche quando non lo richiedevo.

Ma lo accetto, porto le ginocchia al petto, le abbraccio e in un istante gli occhi di ragazza ormai donna tornano a brillare tra i campi e i valori semplici dove non c’è spazio per la menzogna o la falsità.

E sono nuovamente io, intera nelle mie innumerevoli sfaccettature,
e per questo viva.